21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

Dedichiamo quella del 2016 a Omero.

La culla di questa poesia è tra oriente e occidente, tra Asia ed Europa, in quella Turchia che ancora oggi, come tanti secoli fa, è luogo di guerre, di fughe e di speranze. Luogo di viaggi: di eroi e, soprattutto, di persone comuni. Viaggi inarrestabili, come la poesia.

8 marzo FESTA della DONNA

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 (Felice Casorati, Bambina su un tappeto rosso)

Monica Lanfranco parla di un nuovo modo di essere donne e uomini:

Il video "Man Prayer":

https://www.youtube.com/watch?v=nj7Zw4P8LPo

Chi è Monica http://www.monicalanfranco.it/

 

 

27 gennaio 2016 GIORNATA della MEMORIA

La fine e l'inizio di Wislawa Szymborska

Dopo ogni guerra
c'è chi deve ripulire.
In fondo un pò d'ordine
da solo non si fa.

C'è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.

C'è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.

C'è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c'è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.

Non è fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono già partite
per un'altra guerra.

Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.

C'è chi con la scopa in mano
ricorda ancora com'era.
C'è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.

C'è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.

Sull'erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c'è chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.

 

Segnaliamo l'uscita della ricca rivista di poesia e di ricerca transdisciplinare diretta dalla poetessa Donatella Bisutti

http://www.poesiaeconoscenza.it/

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Altre poesie di Natale

È Milano quel paese

È Milano quel paese

tutto pien di ragionieri

messi a guardia dei forzieri

dove stanno i panettòn.

 

Monumento è quella cosa

che si pianta nei giardini

a istruzion dei cittadini

e v'è in cima Garibàld.

 

Il castello è quel palazzo

messo in cima a una collina

quando poi cade in rovina

è castello ancor di più.

 

Sono laghi quel paesaggio

che assomiglia un poco al mare,

ci si può bagnar nuotare

ma c'è dentro acqua piovàn.

 

Primavera è una stagione

che fa il cielo tutto azzurro,

mette in terra un bel sussurro

ed in terra un tappetò.

(Paolo De Benedetti-Nonsense e altro - Ed Scheiwiller)

E la luce verrà

E la luce verrà

dal fondo del buio silenzio.

Già se ne vede un raggio,

un barlume,

come stella che pulsa

nel segreto dondolìo

di una culla.

(Paola Lazzarini)

Welcome

Dio delle baraccopoli, Gesù dei clandestini,

nato nella favela, ultimo fra i bambini,

creatura della notte, amato dai reietti,

scintilla nelle tenebre, abisso degli eletti.

 

Gesù di baraccopoli e Dio dei clandestini,

nell'ultima favela neonato fra i bambini,

amato dalla notte creatura dei reietti,

abisso nelle tenebre, scintilladegli eletti.

 

Abisso e baraccopoli, scintilla e clandestini,

quanto amato in favela!, creatura dei bambini,

ultimo nella notte, neonato fra i reietti,

Gesù dentro le tenebre, Dio di tutti gli eletti.

(Valerio Magrelli-Il sangue amaro - Einaudi)

Versi notevoli

Brodskij:

"Immagina, col fiammifero acceso, quella sera la grotta..."

“Nella fredda stagione........Di un Padre era lo sguardo”

Rodari

“Il pellerossa nel Presepio”

Una Poesia di Natale 2014

 

Dio cantò così forte che l'universo

fu la sua nota impossibile

(Maria Angela Bedini,)

Dapunt Roberta

Sappi che mentre scrivo non ho ossa né carne,

che ciò che di me rimane

è simile allo spazio buio della stalla,

e dentro smarrisco il tempo e dentro io ritrovo un posto

in cui stare. In cui meravigliarmi.

E nel buio della stanza divento domestica e lavoro.

Urna felice è la greppia colma del fieno raccolto.

Scrigno fedele di valori sempre uguali.

E poi la poesia quanto vorrei tracciarla di più.

 

Brodskij Iosif

Immagina, col fiammifero acceso, quella sera, la grotta,

e per sentire freddo ricorri alle fessure del piancito,

bastano le stoviglie per provare la fame,

quanto al deserto, è ovunque, in ogni dove.

Immagina, col fiammifero acceso, la grotta

a mezzanotte, il falò, silhouette di oggetti

e di animali, e, il viso nelle pieghe di un telo stazzonato,

anche Maria, Giuseppe e il Bimbo infagottato.

Immagina tre re, le carovane prossime alla grotta,

anzi tre raggi diretti su una stella,

cigolìo di carriaggi, sonagli tintinnanti

(quel bimbo non si è ancora guadagnato

rintocchi di campane nel turchino addensato).

Immagina che per la prima volta, di là dal buio

di uno spazio infinito, Dio ravvisi se stesso nel Figlio

fatto Uomo: un senzatetto in un altro negletto.

 

Guido Gozzano

La pecorina di gesso,

sulla collina in cartone,

chiede umilmente permesso

ai Magi in adorazione.

Splende come acquamarina

il lago, freddo e un po' tetro,

chiuso fra la borraccina,

verde illusione di vetro.

Lungi nel tempo, e vicino,

nel sogno (pianto e mistero)

c'è accanto a Gesù Bambino,

un bue giallo, un ciuco nero

 

Maria Rosa Panté

Natale è un dito in bocca

del Bambino Gesù, un dito

divino, tra divine labbra.

Ma il gesto è tutto del bambino:

così l’ha dipinto un pittore

saggio, in fra gli ori, gli angeli,

l’aureole. Aureolato

egli stesso, il Bambino Gesù,

però col dito in bocca.

Una diffida giocosa

a cercare, entro i confini

della sfera terrena, l’Infinito.

 

Iosjf Brodskij

Nella fredda stagione, in luoghi avvezzi all’afa
più che al gelo, e a piatte distese più che ai monti,
nacque un Bambino per salvare il mondo, in una grotta;
turbinava il vento, come può solo nel deserto d’inverno.


Enorme tutto gli sembrava; il seno della madre, le nari
del bue fumanti di vapore, i Re Magi; quei doni
da Gaspare, Melchiorre e Baldassarre fin lì portati.
Il Bimbo era un punto solamente. E un punto era la stella.


Con gran circospezione, senza neppure un battito
di ciglia, tra rade nubi, di lontano, dalle profondità
del Cosmo, giusto dall’altro estremo la stella fissava
nella grotta il Bimbo sulla greppia. Di un Padre era lo sguardo

Iosjf Brodskij

Il mondo attorno non contava,

né la tormenta che monotona ululava,

o che nella bucolica magione stessero

allo stretto e per loro non ci fosse altro tetto.

Intanto erano insieme.

E in tre per giunta, la cosa principale,

da ora avrebbero spartito in modo eguale

i doni almeno, nonché cibo e imprese.

Il cielo invernale sul rifugio era chino

come accade a ciò che è grande col piccino,

vi brillava una stella – ormai non poteva sfuggire

allo sguardo del bimbo, lo doveva seguire.

Il falò divampava, il ceppo si consumava ardente;

era calato il sonno. Non già per il superfluo riverbero

fulgente l'astro si distingueva tra schiere di sorelle,

quanto perché rendeva la terra prossima alle stelle.

 

Gianni Rodari

Se comandasse lo zampognaro

che scende per il viale,

sai che cosa direbbe

il giorno di Natale?

Voglio che in ogni casa

spunti dal pavimento

un albero fiorito

di stelle d’oro e d’argento .

Se comandasse il passero

che sulla neve zampetta

sai che cosa direbbe

con la voce che cinguetta?

Voglio che i bimbi trovino,

quando il lume sarà acceso,

tutti i doni sognati,

più uno, per buon peso .

Se comandasse il pastore

dal presepe di cartone

sai che legge farebbe

firmandola col lungo bastone?

Voglio che oggi non pianga

nel mondo un solo bambino,

che abbiano lo stesso sorriso,

il bianco, il moro, il giallino.

Sapete che cosa vi dico

io che non comando niente?

Tutte queste belle cose

accadranno facilmente:

se ci diamo la mano

i miracoli si fanno

e il giorno di Natale

durerà tutto l’anno.

 

Gianni Rodari

Il pellerossa con le piume in testa

e con l'ascia di guerra in pugno stretta,

com'è finito tra le statuine

del presepe, pastori e pecorine,

e l'asinello, e i maghi sul cammello,

e le stelle ben disposte,

e la vecchina delle caldarroste?

Non è il tuo posto, via! Toro Seduto:

torna presto di dove sei venuto.

Ma l'indiano non sente. O fa l'indiano.

Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso?

O darà noia agli angeli di gesso?

Forse è venuto fin qua,

ha fatto tanto viaggio,

perché ha sentito il messaggio:

pace agli uomini di buona volontà.

 

I pastori (Mario Luzi)

E ora dove avrebbero
brucato quelle abbacinate pecore?
dove le spingevano i montoni?
Non c’era
erba a quella altitudine.
Ce n’era
assai più in basso
ma lì non ne volevano, era pesta
e attossicata
erba quella,
ormai
desideravano altro.
E loro erano fatti tutti profeti e angeli,
di che? – non lo sapevano –
imminente?
accaduto già?
Così
li aveva fatti
ben dentro il plasma umano
flagrando
quella profetizzata
e temuta natività
che essi vedevano e adoravano
perduti
nella raggiante oscurità.

Gianni Rodari

Quest'anno mi voglio fare
un albero di Natale 
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole 
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare 
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.

 

I Magi (Mario Luzi)

Non ha volto, si cela
dentro sé il tempo –
così ci confonde
esso, ci gioca
con i suoi inganni –
a volte
duramente,
duramente ci disorienta.

Ed ecco, in un frangente
prima non osservato
o in uno
sorpassato
dal flusso
e dimenticato
o in altro ancora
rimasto
oscuro dietro le dune,
qua o là,
qua o là, seme sepolto
in terra molto arida
e molto pesticciata,
potrebbe all’improvviso
il futuro disserrarsi
in luci, sfavillare il tempo
dove? da una qualsiasi parte.

Andavano cauti loro, i Magi,
occhiuto era il viaggio
in avanti
o a ritroso? procedendo
o tornando
ai luoghi
d’un’ignota profezia?
Sapevano e non sapevano
da sempre la doppiezza del cammino.
L’avvenire o l’avvenuto…
dove stava il punto?
e il segno?
da dove era possibile il richiamo?
Non è ricaduta
inerte nel passato
e neppure regressione
nel guscio delle cose già sapute
questo
ritorno della strada
spesso
su se medesima,
ma nuova
conoscenza, forse,
ed illuminazione
di un bene avuto e non ancora inteso –
dice
uno di loro
e gli altri lo comprendono
sì e no, ma sanno
ed ignorano all’unisono…
e proseguono
insieme,
vanno e vengono
insieme nel va e vieni del viaggio.

 

Iosif Brodskij

Nella grotta (una qualunque, ma pur sempre

un tetto! meglio di quattro muri ad angolo retto)
là, dunque, per tutti e tre c'era tepore:
e di paglia e di stracci si sentiva l'odore.

Era di paglia il letto. Mentre fuori la bufera
di neve trebbiava la sabbia con furore.
E, memori di come si macina il grano, mulo
e bue assonnati si rigiravano pian piano.

Maria pregava; rombando il falò divampava.
Giuseppe accigliato guardava la fiamma.
Il bambino, ancora troppo piccino
per qualunque altra cosa, si appisolava.

Un altro giorno ormai dietro le spalle -
con tutte le sue angosce e le ansietà:
ed Erode a incitare le spietate soldataglie:
di un altro giorno piu' vicina ancora l'eternità.

Per loro tre la notte era tranquilla.
Il fumo, non volendo recar disturbo alcuno,
si affrettava nel vano della porta. Solo il bue
(o il mulo?) nel sonno respirava forte.

La stella guardava dalla soglia.
E l'unico tra loro che sapeva
cosa mai in quello sguardo si celava,
era il bambino, che però taceva.

Guido Gozzano

E’ nato il sovrano bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!

La notte che già fu sì buia

risplende di un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie

suonate! Squillate, campane!

Venite, pastori e massaie,

o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,

ma come nei libri hanno detto

da quattromill’anni i profeti,

un poco di paglia ha per letto.

Da quattromill’anni s’attese

quest’ora su tutte le ore.

E’ nato, è nato il Signore!

E’ nato nel nostro paese.

Risplende d’un astro divino

la notte che già fu sì buia.

E’ nato il Sovrano Bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!

 

Gianni Rodari

S'io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale

in ogni casa, in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l'alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all'Upim:

un vero abete, un pino di montagna,

con un po' di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei

a fare magie

per tutte le vie.

In via Nazionale

farei crescere un albero di Natale

carico di bambole

d'ogni qualità,

che chiudono gli occhi

e chiamano papà,

camminano da sole,

ballano il rock an'roll

e fanno le capriole.

Chi le vuole, le prende:

gratis, s'intende.

In piazza San Cosimato

faccio crescere l'albero

del cioccolato;

in via del Tritone

l'albero del panettone

in viale Buozzi

l'albero dei maritozzi,

e in largo di Santa Susanna

quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?

La magia è appena cominciata:

dobbiamo scegliere il posto

all'albero dei trenini:

va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani

lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale

e il giorno di Natale

i bimbi faranno

il giro di Roma

a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo

colto dal suo ramo

ne spunterà un altro

dello stesso modello

o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà

magari in via Condotti

l'albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono

che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:

di auguri ne ho tanti,

scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti.

 

Nobel per la pace 2014: una bella storia

Il Nobel per la pace dato a una studentessa! Di fatto questo è quanto è accaduto, Malala, la ragazza pakistana di 17 anni, vince il Nobel per la Pace perché semplicemente voleva avere il diritto di studiare. Per moltissimi bambini e soprattutto bambine l'istruzione non esiste, oppure è un diritto per cui lottare, per cui addirittura rischiare la vita. Come è accaduto a Malala che è stata ferita alla testa dai Talebani in Pakistan solo perché voleva studiare.
Dunque premiando Malala si è voluto premiare anche l'istruzione, un bene primario. E' importante raccontare agli studenti italiani questa bella storia, in Italia infatti pare che l'istruzione non serva più a nulla. L'esempio di Malala e di tanti altri bambini e bambine serva da incentivo anche ai nostri ragazzi.
Ha condiviso il premio con Malala un attivista indiano, Kailal Satyarthi, che da anni si occupa di liberare i bambini che sono costretti a lavorare.
A questo link il diario di Malala che a undici anni racconta la sua sfida ai Talebani: http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/7834402.stm

21 marzo Festa della Poesia

(immagine tratta dal sito di Repubblica)

Siamo fortunati festeggiamo questa giornata con la poesia inedita di una collaboratrice del Campus: Virginia Comoletti.

 

Alla mia mamma

 Dici che ritorno:

ritorno al Principio.

Non puoi essere il Senso

ché questa vita non ne possiede

e lo sai anche tu.

Solo per me disimpari ogni volta,

mi insegni che è vana la pena -ma giusta-

di cercare nel limite quel non esserci eterno.

Materne le mani che vedi vuote da sempre

e sei capace di amare come nessuno prima,

-il mistero rimane-, come nessuno poi.

Nei tuoi occhi è la pena,

io nel nulla delle tue mani.

Dici che ritorno.

Tu sei la mia Volontà:

ritorno al Principio.

 

MAGGIO E' IL MESE DEI LIBRI

 Nonostante questa brutta notizia

Più di 31 milioni di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Perché stupirsi allora se il 5 per cento dei cittadini non sa decifrare singole cifre o lettere, il 33 per cento non è in grado di capire una breve frase e un numero ancora maggiore non riesce a decodificare un messaggio orale?

 ( http://conbs.blogspot.it/2013/05/indagine-sulla-lettura.html)

 Noi festeggiamo il maggio dei libri

così

tutti1

 (cliccare sull'immagine)

 

 25 aprile Festa della Liberazione

Festa della Liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista. Grazie a chi ha dato la vita per l'ideale altissimo di un'Italia libera e democratica... grazie ai partigiani.

Due testimonianze di un ragazzo e di una donna morti per l'Italia, per noi!

Giordano Cavestro (Mirko)

Di anni 18 nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel 1940 dà vita a un bollettino antifascista attorno a cui si riunisce un nucleo che dopo l'8 settembre 1943 da vita alle prime attività partigiane nella zona di Parma -. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), processato, condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.

 Parma, 4-5-1944

Cari compagni, ora tocca a noi.                                                                

Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia. Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.           Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.        

Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

Giulia Lazzarini legge la lettera di una donna della Resistenza di cui non si sa il nome

http://www.radio.rai.it/podcast/A42447209.mp3

 

23 aprile GIORNATA DEL LIBRO E DEL DIRITTO D'AUTORE

Convegno a Bari "Una, cento, mille biblioteche nelle scuole"

 http://conbs.blogspot.it/2013/04/una-cento-mille-biblioteche-nelle-scuole.html

 

Buona Pasqua

Mi sembra duro pensare che il rumore del vento tra le foglie non sia un oracolo;

duro pensare che questo animale, mio fratello, non abbia anima;

duro pensare che il coro delle stelle nei cieli non canti le lodi dell'Eterno. (Simone Weil)

 

 

21 marzo Giornata internazionale della poesia

 

8 marzo Festa della Donna:  

http://www.enciclopediadelledonne.it

 

27 gennaio Giornata della Memoria  

Video tratto dallo spettacolo "Auschwitz, noi superstiti" messo in scena a Varallo dalla Compagnia della Civetta, dell'Istituto Superiore d'Adda, il 26 gennaio 2013.

Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo al meriggio, al mattino, lo beviamo la notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria lì non si sta stretti

Nella casa c’è un uomo che gioca coi serpenti che scrive
che scrive in Germania la sera i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive e va sulla soglia e brillano stelle e richiama i suoi mastini
e richiama i suoi ebrei uscite scavate una tomba nella terra
e comanda i suoi ebrei suonate che ora si balla

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino, al meriggio ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa c’è un uomo che gioca coi serpenti che scrive
che scrive in Germania la sera i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria lì non si sta stretti

Egli urla forza voialtri dateci dentro scavate e voialtri cantate e suonate
egli estrae il ferro dalla cinghia lo agita i suoi occhi sono azzurri
vangate più a fondo voialtri e voialtri suonate che ancora si balli

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al meriggio e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa c’è un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith egli gioca coi serpenti
egli urla suonate la morte suonate più dolce la morte è un maestro tedesco
egli urla violini suonate più tetri e poi salirete come fumo nell’aria
e poi avrete una tomba nelle nubi lì non si sta stretti

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al meriggio la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e al mattino beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
egli ti centra col piombo ti centra con mira perfetta
nella casa c’è un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
egli aizza i suoi mastini su di noi ci dona una tomba nell’aria
egli gioca coi serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith

(Paul Celan)

Buon Natale

(un augurio per 365 giorni) Free Hugs (Abbracci gratis) di Juan Mann - Musica: All the same dei Sick Puppies

La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
(...)
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

(Wislawa Szymborska)

Alessandro Tomiello

Come a candelier candelo

(Dante Alighieri)

 

 

Mariella Detragiacche

 

Edgar Lee Masters

Claudio Labò

Cossezen

 

 

 

Giovanna Mellone

ALI SPEZZATE
ANNI SPAZZATI
CUORE FRANTUMATO
MORTE  ANNUNCIATA
SORRISO RUBATO
VITA     SCHIACCIATA

                (G.M.)

 Adriano Petta

Entra tra le righe
dei miei pensieri
(non ti spaventare)
ti condurrò
nel mio sogno
per non morire.

(Alessandra Antonelli)

Sara Gibin

Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.
(Sandro Penna)

 
CANDELE

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora il loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

(Kavafis)

 

Cesare Manachino

SOGNO D'ESTATE

trapeli un po' di verde....

(Alfonso Gatto)

Sii dolce con me.

Sii gentile

(Mariangela Gualtieri)

 Paola Vercelli

IL 5 MAGGIO

Dall'Alpi alle Piramidi,

dal Manzanarre al Reno

(A. Manzoni)

 

Antonio Costanzo

Congedo del viaggiatore cerimonioso

(Caproni)

Sabrina Contini

CANTICO DELLE CREATURE

Laudato sie, mi’ Signore,

cum tucte le tue creature,spetialmente messor lo frate Sole,

lo qual è iorno et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatone.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle:

in celu l’ài formate clorite et preziose et belle.

(S. Francesco)

Renzo Marrucci

Lo spirito muove prima del corpo

Edgardo Rossi

CAMPO DI STELLE
Lo sai?
Mi son fermato
ieri notte
sul ciglio della strada:
volevo cogliere
un fiore di campo
da regalarti oggi,
ma poi
c'erano troppe stelle
in cielo,
mi ha rapito l'incanto
e mi sono scordato
del tuo fiore...
così sono venuto
col vuoto nelle mani
e in fondo agli occhi
un milione di stelle.
(Silvano Baracco 1992 )

Riccardo Zanfa

Argenteo s'infrange su calvo

muro uno scheletro di bambino

Cristina La Spina

La vida es sueño, / y los sueños, sueños son!

 ¿Qué es la vida? Un frenesí.
¿Qué es la vida? Una ilusión,
una sombra, una ficción;
y el mayor bien es pequeño;
¡que toda la vida es sueño, y los sueños, sueños son!

(Calderón de la Barca 1600-1681)

Alberto Averono

musica dell'indifferenza

cuore tempo aria fuoco sabbia

del silenzio crollo d'amori

copri le loro voci acche'

io non mi senta più 

tacere

***

chi mai la storia fino in fondo

del vecchio potrà raccontare?

pesare su un piatto l'assenza?

valutare in piena coscienza

tutto ciò che viene a mancare?

dei tanti dolori del mondo

stimare la somma e la mole?

rinchiudere il niente in parole?

(Samuel Beckett)

Sei la terra e la morte.

La tua stagione e' il buio

e il silenzio. Non vive

cosa che più di te

sia remota dall'alba.

Quando sembri destarti

sei soltanto dolore,

l'hai negli occhi e nel sangue

ma tu non senti. Vivi

come vive una pietra,

come la terra dura.

E ti vestono sogni

Movimenti singulti

che tu ignori. Il dolore 

come l'acqua di un lago

trepida e ti circonda.

Sono cerchi sull'acqua.

Tu li lasci svanire.

Sei la terra e la morte.

(Cesare Pavese)

Claudia Crolla

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo

ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo,

ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si
sente bizzarra  difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.
Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori

e che anche lei stia pensando a me.
Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò,

   tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.
(Frida Kahlo)

Una studentessa pugliese

Poesia è impeto emotivo,

sfogo di flussi di emozioni,

aggrovigliate nel razionale dell’anima.

Maria Luisa Mambelli

Romagna (Pascoli)

Mio fratello aviatore (Brecht)

Emanuela Sinigaglia

Lucio Battisti

Elisabetta Di Pasquale

M'illumino d'immenso

(Ungaretti)

Alberto Ghidoni

I Fiumi (Ungaretti(

Camilla Marone Bianco

"...Quelle come me non tradiscono mai,

quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa

come se fossero pezzi di un puzzle,

dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare.

Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato,

non le amiche, non la famiglia, non gli amori

che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive...

Quelle come me donano l'anima, perché un'anima da sola,

è come una goccia d'acqua nel deserto..."

(Alda Merini)

Maria Cristina Canova

La notte
unisco parole
ne faccio versi
legandole con fili sottili
di buio
che il mattino
disperde
(m.c.canova)

 

Anita Sterna

ELEVAZIONE
Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate,
anima mia tu ti muovi con agilità,
e, come un bravo nuotatore che fende l' onda,
tu solchi gaiamente, l'immensità profonda
con indicibile e maschia voluttà.
Via da questi miasmi putridi, va' a purificarti nell'aria superiore,

e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i limpidi spazi.
Alle spalle le noie e i molti dispiaceri
che gravano col loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d'ala vigoroso
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
- che plana sulla vita. e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

(Baudelaire)

 Adelia Negri

 "E' un'apertura d'ali

 lo stormo di pensieri

 che volano da te"

 *** 

 "Ho bisogno di cose vere

 notti chiare frasi sincere perchè

 sia gioia nuovamente

 il viaggio sia eccitante"

 Tutto inizia sempre da un sì

 (Renato Zero)

  Francesco Farina

'A livella

(Totò)

Enrico Gallo

la poesia è il mio paese e l’amore è il mio cammino”; così risiedo
viaggiando, scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello
smarrimento;
Sognami e dì: “Ovunque io vada vedrò una poesia abbracciarmi”.
Sognami, veramente, e dì allora: “In ogni poesia vedrò una dimora per
me”

(Radiodervish)

Rita Margaira

ACCANTO A UN BICCHIERE DI VINO

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un’invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell’abbraccio
che mi crea.

Eva dalla costola, Venere dall’onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.
Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

(Wislawa Szymborska)

Luciano Mondini

Io, alle scuole medie, andavo spesso nella biblioteca scolastica a prendere a prestito dei libri.

 Un giorno il bibliotecario si sbagliò, e invece della Scoperta di Troia

 di Heinrich Schliemann mi diede un librino intitolato

 Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Non esiste cifra al mondo

 che potrebbe risarcirmi di quell’errore.

 (Michele Mari)

 Lorenzo Debernardi

trovo che il profumo del mare

sappia un poco di rosmarino

(Maria Rosa Panté)

 Sarah Gagliardini

 Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.

 (Giacomo Leopardi)

 Andrea Botta

Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera

(Rimbaud)

Teatro Anima Azione

Dammi parole di fiducia per te, mio uomo

(Alda Merini)

Chiara Rognone

ULISSE

Il porto

accende ad altri i suoi lumi; me al largo

sospinge ancora il non domato spirito,

e della vita il doloroso amore.

(Umberto Saba)

L'APPRODO

Felice l'uomo che ha raggiunto il porto,
che lascia dietro di sé mari e tempeste,
i cui sogni sono morti o mai nati

(Primo Levi)

 ALEXANDROS

Il sogno è l'infinita ombra del Vero

(Giovanni Pascoli)

 Maria Pia Quintavalla

 IL GALATEO IN BOSCO

 "Dolcezza. Carezza. Piccoli schiaffi in quiete".

 (Andrea Zanzotto

 Elena Giannuzzo

"Se non puoi amarmi, amore mio, perdona il mio dolore
Non guardarmi sdegnato, da lontano
Torneró nel mio cantuccio e siederó al buio
Con entrambe le mani copriró
La mia nuda vergogna"...

(Rabindranath Tagore)

Genoveffa Pagliotti

I never hear the word "Escape"
Without a quicker blood!

(E.Dickinson)

Eugenio Corsini

Alla Sera

(Ugo Foscolo)

Robino Maria

Sonetti di Shakespeare 12 e 73

et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno
.

(Francesco Petrarca)

Rosa Marciello

"Bella,
come nella pietra fresca della sorgente,
l'acqua apre un ampio
lampo di spuma,
così è il sorriso sul tuo volto,
bella."
(Neruda)

Valeria Palumbo

Molto di ciò che penso

È come una poesia,

un tenero regalo,

che tu però non senti.

(Felice Schragenheim, 1922-1945)

Alvaro Balzarini

Majakovskij, Lorca

 Guido Michelone

 Sempre caro mi fu quest'ermo colle

 (Leopardi)

 Paola Tonnarelli

e il naufragar m'è dolce in questo mare

(G. Leopardi)

"Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio catturano degli albatri,

 grandi uccelli dei mari, che seguono,

indolenti compagni di vïaggio, il vascello che va sopra gli abissi amari."

(Baudelaire)

 Anna Galli

 Wislava Szymborska

 Sara Urban

AMORE A PRIMA VISTA

Una notte, forse, lo stesso sogno, subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti è solo un seguito

e il libro degli eventi è sempre aperto a metà.

(Wislawa Szymborska)

 Anastasia Guarinoni

 Una volta nella vita, all’insaputa

 partite solo per vedere il mare

 (Franco Casadei)

 Andrea Piazza

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera

(Quasimodo)

Dai al mondo il meglio di te,

e forse sarai preso a pedate:

non importa, dai il meglio di te.

(Madre Teresa di Calcutta)

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti

ma per seguir virtute e canoscenza.

(Dante Alighieri)

Nell'ora incerta che dura

insieme leggiamo ogni libro,

insieme apriamo ogni porta

e con paziente ironia

ciascuno illumini la notte dell'altro

con una fiamma che afferma,

e intanto attendiamo, attendiamo

un Mattino che abbia ali.

(Tiziano Ziglioli)

IPAZIA

Stretta alla polvere il cielo è più chiaro

(Maria Rosa Panté)

Bruna Parma

ODE TO A NIGHTINGALE

Where but to think is to be full of sorrow

(John Keats)

Silvia Scarati

OGNI DONNA MERITA DI ESSERE FELICE
In quanto madre che ci da la vita
e poi col suo amore la benedice,
ogni donna merita di essere felice.
In quanto moglie che tutto sopporta
e per la casa è solida radice,
ogni donna merita di essere felice.
In quanto amante dell'uomo peccatore
e che per lui diviene peccatrice,
ogni donna merita di essere felice.

(Viorel Boldis)

Giacomo Verri

Vincenzo Cardarelli

Maristella Sala

TABOR
Nell'increspato mare dell'esistenza

talora
si aprono
varchi
sottili e fragili come un capello
da cui passa la Vita
L'oltre mi investe
per un attimo
e preparo la tenda.
Allora
sento il senso
e la serena pace dell'Essere. 
Gli affetti trascorsi non sono svaniti
partecipano all'estasi.
E' l'istante infinito
della pienezza

(Maristella Sala)

Tiziano Ziglioli

VIRTU'

Perché peccare
di falsa modestia?
Lei era  la Bella,
ma io ero la Bestia.

 SULLA POESIA

 Percorrere l’immenso labirinto del senso
con quella indifferenza di chi può farne senza.

 (David Riondino)

 Federico Ferro

La quiete dopo la tempesta (G. Leopardi)

Michela Milani

Io non ho bisogno di denaro ho bisogno di sentimenti di parole

di parole scelte sapientemente di fiori detti pensieri di rose dette presenze

di sogni che abitino gli alberi di canzoni che facciano

danzare le statue di stelle che mormorino all’orecchio

degli amanti. Ho bisogno di poesia questa magia

che bruciala pesantezza delle parole

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini)

 Nella

Ovunque il guardo io giro
immenso Dio ti vedo,
nell'opre Tue ti ammiro,
ti riconosco in me.
(Metastasio)

"DAVANTI SAN GUIDO"

(Carducci)

 Stefano Filiberti

 "Meriggiare pallido e assorto" (Eugenio Montale)

 Annalisa Carru

"La canzone dell'amore perduto"

(Fabrizio De André)

"Odi et amo.

Quare id faciam, fortasse requiris.

Nescio, sed fieri sentio et excrucior."

(Catullo)

Laura Cairo

LA MADRE

"E il cuore quando d'un ultimo battito 

avrà fatto cadere il muro d'ombra..." 

(Ungaretti)

Angelo Ciocca

Questa volta lasciate che sia felice....

(Pablo Neruda)

Elena Uglioni

DEI SEPOLCRI.

..e l'armonia

vince di mille secoli il silenzio.

(Ugo Foscolo)

Eugenio Paglino

E COME POTEVAMO NOI CANTARE

l’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo

(Salvatore Quasimodo)

Antonia Ciraolo

Un giorno mi sorprese la primavera....

(A. Machado)

Aldo Fappani

" .... E l'incantesimo avvolgente degli innamorati di ogni età,

lievita sempre melodiosamente, ricercando speranze di eternità ".

(Aldo Fappani)

L'enciclopedia delle donne

Sia grazia essere qui,
nel giusto della vita,
nell’opera del mondo. Sia così.

(Mario Luzi)

Giuseppe Sitzia

"...la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione..."

(Giorgio Gaber)

 Paola Lazzarini

 ciangottano tazzine e bicchieri

 origliano storie segrete in sussurro

 (Paola Lazzarini)

 Daniela Papini

Vedove l'erbe e torbide son l'acque

(Petrarca dopo la morte di Laura)

CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA
Ma perchè dare al mondo, perché reggere

in vita chi poi di quella consolar convenga?

(Leopardi )

UCCELLI
Si sveglia e canta

(Saba )

Virginia Comoletti

DELFICA

Nei moti delle solitudini stellate,
al rompere dei grani,
alla volontà delle foglie, 
sarai urlo alla mia sostanza.

 (Salvatore Quasimodo)

 Concentrarsi come il tuono

 e poi sgretolare con sfarzo e fragore

 mentre ogni cosa creata cerca rifugio,

 questo sarebbe Poesia

 (Emily Dickinson)

 Carlo Orlando

e sarai tu fresca e chiara

 ed io miope non lo vedo

 ed è subito sera

Ambrogio Ercoli

Se inutile è la scrittura e inutile la poesia, ho visto inutilità fare rivoluzioni.

(Ambrogio Ercoli)

Lara Princisvalle

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

(Eugenio Montale)

Giovanni Giudice

MAESTRALE

S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.

(Eugenio Montale)

Donatella Aralda

la pioggia ha un vago segreto di tenerezza

(Federico Garcia Lorca)

 Laura Colletto

 Se fossi un poeta i miei pensieri volerebbero al dì là del tempo e dello spazio

 per toccare il cuore delle anime libere

 (Laura Colletto)

 Laura Barberis

Se io avessi la destrezza
io canterei come
i petali di ciliegio che cadono

(Matsuo Basho)

Stefania Pizzato

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade

(Giuseppe Ungaretti)

Barbara Geromel

Perché tu m'oda

le mie parole

a volte si assottigliano

come le orme dei gabbiani sulle spiagge.

(Pablo Neruda)

Federica Piazzale

A chi esita

(Bertolt Brecht)

Anna Mosca

Silvia Plath

Viggo Mortensen

Guglielmo Veccia

PARADISO TERRESTRE

Pellegrino, viandante in chiarità

che tutto in sé conflagra.

Infine sei svuotato,

infine non sei più.

(Maria Rosa Panté)

Nazarena Guadagna

Chiuso fra cose mortali

(anche il cielo stellato finirà)

perché bramo Dio?

(Giuseppe Ungaretti)

Itaca

(Kavafis)

 Maria Rosa Panté

 Mi scrolla amore,

 come vento nell'alpe su roveri piomba

 (Saffo)

 Chi è questa che vèn ch'ogn'om la mira

 che fa tremar di chiaritate l'are

 (Guido Cavalcanti)

 BACIAMI

 Sia il tuo bacio l’intero universo in

 continua inattingibile espansione.

 Tacerò. Alle tue labbra debitrice

 dell’inizio del mondo.

 (Maria Rosa Panté)

 

 

 

 

 

Contatto Skype: campustralenuvole

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