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L'intelligenza animale

lectio magistralis dell'etologo e primatologo Frans de Waal (ottobre 2016)

trascrizione a cura di Maria Rosa Panté

Noi esseri umani siamo così intelligenti da capire l'intelligenza degli animali? Siamo in grado di capire se gli animali sono intelligenti o meno?

Fino a ora si è parlato, più che di intelligenza, di istinto o di apprendimento, invece ci sono aspetti cognitivi degli animali molto complessi.

Tre esempi:

1. Una femmina bonobo, con una pietra sulle spalle fa un km e la porta, per un motivo ben preciso, nell'unico posto dove c'è una superficie dura; nel frattempo ha raccolto noci. Giunta a destinazione, usa la pietra e spacca le noci. Quel che importa non è tanto l’uso degli utensili quanto il fatto che abbia preso un utensile prima di aver raccolto le noci, dunque ha pianificato. Non solo ha dimostrato di avere il concetto di viaggio temporale, quindi non è vero che gli animali vivono solo nel presente. Questo fatto è valido per uccelli e ratti, non solo per le scimmie

2. Una scimpanzè allo specchio, si chiama Dorina, che si osserva nell' i-phone, ha un graffio sulla fronte e si guarda bene proprio quel graffio, dimostrando coscienza di sé. Questo non lo farà un cane e anche le scimmie cappuccine, che sono scimmie però non antropomorfe, giocano con lo specchio, ma non si riconoscono.

3. Un giovane scimpanzè ricorda le posizioni di numeri su un video e li tocca a una velocità per noi umani irraggiungibile. Ecco il video:

 

Molti umani si preoccupano del fatto che gli animali sappiano fare qualcosa meglio di noi, semplicemente lo scimpanzè ha una memoria flash che noi umani non abbiamo.

In realtà gli animali fanno molte cose meglio di noi: ci sono uccelli che sanno ricordare dall'autunno alla primavera i nascondigli del loro cibo sparpagliati in10.000 posti.

In sostanza l'intera idea che l’intelligenza umana sia universalmente migliore è sbagliata

Per un raffronto fra intelligenza umana e animale dobbiamo fare dei test adatti e per prima cosa evitare l'effetto clever hans, hans l'intelligente. Si tratta di un cavallo che circa 100 anni fa sembrava saper contare e rispondere a domande precise, ma sapeva farlo solo se c'era il padrone, dunque riusciva a rispondere perchè era sensibilissimo alle reazioni corporee, anche inconsce, del suo padrone. Questo accade spesso, perchè gli animali leggono bene il linguaggio del corpo.

C'è un cane che conosce mille parole, la cosa interessante è che il padrone chiede un oggetto e il cane lo porta, ma in mezzo c'è una parete che impedisce al cane di vedere l'uomo e dunque non c'è nessun condizionamento, il cane riconosce le parole e basta. Eccolo in azione:

 

Quando si cerca di confrontare i test fatti coi bambini e quelli con gli animali bisogna farlo in modi uguali, infatti quando si fanno test coi bambini li si aiuta col linguaggio, la postura... per cui è imparagonabile, i bambini sono in vantaggio.

Ci vogliono test adatti a ciascuna specie.

Questa regola si è rivelata importante quando si è trattato di studiare l'imitazione (lo scimmiottare). 10- 15 anni fa qualcuno diceva che le scimmie non imitano, ma il motivo è emerso in seguito.

In realtà le scimmie non imitano gli esseri umani. Dunque è stato fatto un esperimento senza l'intervento umano per vedere cosa fanno le scimmie circondate da altre scimmie.

Quando lavori con gruppi di scimpanzè deve esserci da parte loro una partecipazione volontaria. Li chiami per nome e loro arrivano perché conoscono il proprio nome e conoscono il nome degli altri, se dici “vai a prendere tizio" loro te lo recuperano e te lo portano.

In una stanza c’è un dispositivo per arrivare al cibo utilizzando due sistemi diversi, ma sempre con un bastone. A uno scimpanzè di un gruppo A è stato insegnato un sistema per arrivare al cibo, allo scimpanzè del gruppo B l’altro sistema. Le scimmie che hanno fatto il test sono femmine di alto rango, quelle di basso rango se sono vicine al cibo vengono allontanate, i maschi invece sono troppo impegnati in politica, sesso, vari affari e quindi non hanno tempo per fare esperimenti...

In questa ricerca del cibo dunque ogni gruppo ha imitato il metodo della propria scimmia pilota: cioè si imitano fra di loro, ma non hanno motivo di imitare gli esseri umani.

Attenzione anche alle evidenze negative.

Se si chiede all’animale di fare una cosa allora bisogna stare attenti a eventuali problemi metodologici sul perchè un animale non riesce a farla. Per esempio: si diceva che l’elefante non si riconosce in uno specchio. Ovvio: c'è un elefante in gabbia e un piccolo specchio in cui lui vede solo le zampe... Invece nel caso di un grande specchio posto all'aperto l'elefantessa si guarda eccome e si riconosce. Infatti è stata segnata in fronte da un segno che si vede e uno che non si vede, cambiati poi di posto e lei osserva proprio dove ha sentito il segno (che non c’è). Si guarda... e poi apre la bocca e si guarda la bocca, anche le scimmie lo fanno perchè si sentono la bocca, ma non la vedono mai dentro (come i bambini e noi del resto). Le scimpanzè femmine si guardano il posteriore (i maschi no).

Ecco il video dell’elefantessa allo specchio:

Dunque attenzione alle evidenze negative. Uno dei mantra della scienza infatti è: l'assenza di evidenza non è evidenza di assenza.

Bisogna considerare anche l’effetto di propagazione positiva: quando studiamo gli scimpanzè e scopriamo che fanno qualcosa che supera la barriera fra animale e umano, urliamo al miracolo, poi dopo qualche tempo scopriamo che succede la stessa cosa a molte altre specie animali...

Accade molto spesso, come una sorta di riverberazione cognitiva.

Un esempio è stato la scoperta dell’uso di utensili.

Il primo a fare esperimenti è stato Kohler (psicologo e filosofo tedesco 1887-1967). Metteva una banana in alto e dava bastoni e casse agli scimpanzè e poi filmava quel che facevano per arrivare alle banane. Di solito provavano, si fermavano, ci pensavano su e poi impilavano le casse e arrivavano alla banana. Così dimostrò che gli animali sanno pensare, cosa non gradita ad alcuni filosofi degli USA, behaviouristi.

Kohler è stato il primo a dire che gli animali sono intelligenti, cioè che istinto e apprendimento non sono sufficienti a spiegare certi loro comportamenti e capacità.

Molto visto su Youtube è il video di 5 scimpanzè che abbattono un drone. Non hanno avuto alcun problema con gli uccelli, ma non potevano sopportare il drone così si sono appostati per aspettarlo e lo hanno tirato giù

Dunque hanno dimostrato attività di pianificazione e di uso utensili... Dopo poco si è scoperto che anche le scimmie cappuccine, pur non antropomorfe, in Brasile utilizzano i sassi per rompere le noci...

Ma anche i corvi usano utensili (ecco dunque l’effetto propagazione), anzi addirittura li modificano, cioè li creano, li adattano alle loro esigenze, cosa che si pensava fosse solo umana:

 

E anche il polpo utilizza utensili, ecco il video di un polpo che utilizza due gusci di noci di cocco per nascondersi... (da notare anche la deambulazione)

 

Usano utensili i coccodrilli, gli alligatori… è la regola del riverbero cognitivo, ogni capacità cognitiva degli animali deve essere più vecchia e più diffusa di quanto si pensasse... accade da almeno 25 anni. Ora si sa che anche roditori e volatili mostrato grandi capacità mentali

La collaborazione

In un video di quasi 100 anni fa, due giovani scimpanzè devono tirare a sé una scatola con del cibo che è troppo pesante per uno solo, quindi devono tirare in due.

Gli scienziati danno da mangiare a uno dei due, che dunque non ha fame. In questo modo uno dei due scimpanzé è molto motivato, l’altro meno. Eppure collaborano e quello meno motivato aiuta l’altro (che lo sollecita).

Quello che ha fame sa che ha bisogno di qualcuno e l’altro è disponibile a collaborare anche se non è interessato al cibo, anche perchè c'è l'idea della reciprocità.

Si è cercato di capire se esiste questa idea di collaborazione anche fra gli elefanti. Due elefanti sono davanti a una cassa con del cibo, per avvicinarla devono tirare i due lati della corda insieme. I due elefanti sono davanti a una cosa nuova, devono imparare e lo fanno in fretta. Ecco entrambi, insieme tirano la corda. Ma c’è anche da capire se esiste di più, cioè la capacità di pianificare la collaborazione. Così uno dei due è arrivato alla corda, mentre l’altro è stato trattenuto. Il momento era cruciale. L’elefante davanti alla corda NON ha provato a tirarla, ma ha aspettato che arrivasse anche l’altro, il che comporta progettazione e attesa, dunque una grossa abilità mentale e intellettuale.

Video dell’esperimento:

 

La collaborazione li aiuta a sopravvivere allo stato brado: collaborano scimpanzè, elefanti e pochissime altre specie. Pochissime specie infatti sanno sopprimere una risposta mentre aspettano, per lo più non hanno la pazienza di aspettare.

E la competizione esiste fra gli animali?

Esperimento di competizione: 15 scimpanzé devono procurarsi il cibo da un congegno, un video mostra i diversi comportamenti, ma certo lo spirito competitivo c’è: una femmina cerca di tirare via un’altra dal cibo per esempio. La competizione c’è, ma moderata, per esempio gli scimpanzè, pur potendolo fare, non si sono mai morsi.

Si vedono poi coppie o piccoli gruppi di individui che arrivano insieme e collaborano come se si fossero accordati.

Lo studio mostra che c’è più cooperazione e meno competizione: nelle prime 40 sessioni (una sessione al giorno) c’è equilibrio fra competizione e collaborazione, ma su 100 sessioni nell’arco del tempo si vede a mano a mano più collaborazione e alla fine per quasi 5 atti collaborativi ce n’è solo uno competitivo. In sostanza gli scimpanzè si organizzano come gli esseri umani e uno studio ha dimostrato che anche fra gli umani collaborazione e competizione hanno un rapporto di 5 a uno.

Percentuale valida anche fra marito e moglie.

L'Empatia

(Tema su cui ci si concentra molto in questi ultimi tempi)

Come si consolano gli animali, video due bonobo uno ha perso una battagoia e l’altro va a consolarlo, (si fa anche coi bambini, si chiede a un membro della famgilia di piangere e si vede come reagisce un bambino piccolo). C'è un Baby bonobo una femmina lo rimprovera e il bonobo piccolo urla, ma quando qualcuno lo consola il bonobo smette di gridare…

I bonobo orfani traumatizzati, come gli orfani umani (e di ogni altra specie vivente), hanno una empatia minore.

La Consolazione fra bonobo giovani è più alta rispetto agli adulti, ma la grande differenza e fra quelli con la madre e gli orfani. Meno empatia e vita emotiva più disturbata…

La Consolazione presente in molti animali, anche nei roditori su cui si fanno esperimenti di neuroscienza (nei cui particolari l'etologo preferisce non entrare)… I roditori hanno un meccanismo dell'empatia molto simile a quello degli esseri umani (processi neurologici, ossitocina).

Empatia uguale fra tutti i viventi, ci sono differenze cognitive, ma il processo emotivo di base è molto semplice anche a livello cerebrale.

Nell'empatia dunque il processo di base è quello che chiamiamo contagio emotivo ovvero alla radice dell’empatia sta il fatto che vieni colpito dall’emozione degli altri e a volte adotti tu stesso l’emozione dell’altro. Se qualcuno ha paura, la hai anche tu; se qualcuno è contento, lo sei anche tu. Importante la mimica facciale, la postura. Rilevabile in tutti i mammiferi l'empatia comincia con la cura materna, la sensibilità delle femmine ai bisogni dei loro figli. Per questo le femmine in tutti i mammiferi, in tutte le specie sono più empatiche dei maschi. Dipende certo anche dall’ossitocina, l’ormone materno. Comunque in molte specie l’empatia va aldilà del rapporto madre-figlio.

I neuroni a specchio probabilmente hanno un ruolo, se ne discute molto, per alcuni sono la risposta a tutto, per altri hanno un ruolo più limitato.

L'empatia può anche essere negativa, cioè se io so mettermi nei panni dell'altro e so cosa prova posso deliberatamente fargli del male, questa è la crudeltà. La crudeltà si basa sullo stesso processo in base al quale sai che cosa possa fare del male a qualcun altro. Uno squalo che attacca un nuotatore non è crudele, perchè non sa di fare del male. Si è crudeli quando si fa del male sapendo di farlo e questo per esempio accade fra gli scimpanzé. Un test in cui c’erano scimpanzè che dovevano scoprire una cassetta di mele, di solito chi la scopriva poi avrebbe condiviso le mele. Alcuni più giovani invece sollevavano la mela senza darla all’altro e questa è crudeltà.

Poi c'è la violenza: c'è più violenza fra scimpanzè o fra noi esseri umani? La violenza è di tutti i mammiferi, noi umani siamo aggressivi e violenti, lo scimpanzé è il più violento. Sulla violenza ci sono fra gli sudiosi due gruppi: uno ritiene che siamo una specie estremamente violenta e questo è dovuto alla biologia, al nostro legame con gli scimpanzé. L'altro gruppo dice che noi non siamo naturalmente così violenti, solo 12000 anni fa si trovano le prime tracce di guerra quindi durante la rivoluzione agricola, questo gruppo pone forza sul bonobo che è vicinissimo a noi e i bonobo non si uccidono mai gli uni con gli altri.

Senso di equità.

Se a delle scimmie cappuccine si da uno stesso premio per lo stesso compito, eseguiranno il compito molte volte di seguito. Ma se a uno si da dell’uva e all’altro del cetriolo, meno buono dell'uva, non funziona. L’uva piace di più e dunque la cappuccina che ha il cetriolo e si accorge che all'altra che fa la sua stessa cosa si da l'uva, non lavora più. (Anzi rifiuta il cetriolo e lo tira al ricercatore). Rifiuta il cibo che potrebbe avere se pensa che ci sia un’ingiustizia: risposta irrazionale secondo gli economisti, ma in cui noi ci identifichiamo.

 

Nel video delle due scimmie cappuccine quello che ha l’uva è rilassato, ma tra gli scimpanzè le cose cono più complicate perché qualcuno fra gli scimpanzè che riceve l’uva la rifiuta. Dunque il senso di ingiustuzia non è presente solo in chi riceve meno, ma anche in chi riceve di più….

Si tratta di un senso di equità molto simile agli umani!

Conclusione con due citazioni:

1. Heisenberg "Ciò che osserviamo non è la natura in se stessa, ma la natura esposta al nostro metodo di investigazione”. Nell'etologia quello che è cambiato sono le domande, le nostre domande sono molto più interessanti di prima e quindi anche le rispote sono molto più interessanti

2. Darwin “La differenza della mente tra uomo e animali più elevati per quanto sia grande certamente è una differenza di grado e non di tipo”.

Queste ricerche in effetti portano a elevare gli animali che spesso noi esseri umani abbiamo sottovalutato, al tempo stesso ciò vuol dire abbassare lo status degli esseri umani. Il fatto che animali e umani siano più vicini ha implicazioni etiche su come trattiamo gli animali, l'esempio più importante è l’industria agricola, qui sono i numeri più grandi. Circhi, zoo, laboratori, tutto va controllato, ma i numeri pià grandi di animai che soffrono sono in ambito di produzione agricola.

Bisogna dunque preoccuparci di come li trattiamo e cambiare la legislazione per tutelarli sempre di più.


Contatto Skype: campustralenuvole

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